Cambia normativa per eco-utilizzo vino

ANSA 13-agosto-2010

Tra gli usi alternativi previsti, l’uso agronomico diretto

ROMA – Dall’uso agronomico indiretto, all’uso energetico a quello farmaceutico: sono alcune delle possibilità di utilizzo dei prodotti di scarto della vinificazione, previsti dal Decreto Ministeriale n.7407 del 4 agosto scorso che modifica la normativa sull’utilizzo dei sottoprodotti della vinificazione. ”Le modifiche sostanziali introdotte – osserva l’assessore regionale alle Risorse Agroalimentari della Regione Puglia Dario Stefàno – sono riferite al ritiro dei sottoprodotti della vinificazione, attraverso l’obbligo della consegna, totale o parziale, in distilleria degli stessi o mediante il ritiro sotto controllo per usi alternativi”.

Tra gli usi alternativi previsti, l’uso agronomico diretto, mediante la distribuzione dei sottoprodotti nei terreni agricoli, nel limite di 3.000 kg. per ettaro di superficie agricola risultante nel fascicolo aziendale, a condizione di un espresso impegno ad utilizzare i sottoprodotti per uso agronomico. Altre opportunità di utilizzo, l’uso agronomico indiretto per la preparazione di fertilizzanti e l’uso energetico, mediante utilizzo dei sottoprodotti quale biomassa per la produzione di biogas o per alimentare impianti per la produzione di energia, utilizzati anche congiuntamente. Infine viene previsto anche l’utilizzo per uso farmaceutico e cosmetico.

I produttori che intendono destinare i sottoprodotti per gli usi alternativi descritti, devono effettuare la comunicazione all’Ufficio periferico dell’ICQRF (Ispettorato Centrale per il Controllo della Qualità dei Prodotti Agroalimentari) territorialmente competente, anche nel caso in cui l’utilizzo dei sottoprodotti sia effettuata da soggetto diverso dal produttore. Il decreto, conclude l’assessore regionale Stefàno, ”assume notevole valenza in quanto consente, per la prima volta, l’utilizzo dei sottoprodotti della vinificazione, aprendo nuove ed interessanti opportunità economiche, ambientali ed agronomiche. In particolare, nel caso di uso agronomico, la norma permette di restituire al terreno parte della materia organica sottratta con la produzione”.

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