Indagine dell’Icim solo un italiano su tre conosce bene le energie rinnovabili

28-agosto-2010     da ADN Kronos

Le persone che conoscono meglio queste tecnologie, sono molto piu’ ben predisposte ad utilizzarle.

Solo un italiano su tre pensa di conoscere bene le energie alternative. I due terzi delle popolazione, invece, dichiarano di non saperne abbastanza o di non conoscerle affatto. L’energia meno conosciuta e’ quella fotovoltaica e solo il 24,4% della popolazione dichiara di conoscerla bene. Mentre sa bene cosa e’ l’energia eolica solo il 30,3% degli italiani, piu’ o meno come la solare termica (30,4%).

Le persone che conoscono meglio queste tecnologie, sono molto piu’ ben predisposte ad utilizzarle ma sul fronte opposto, le aziende del comparto fanno poco per contribuire al processo di informazione e conoscenza della materia, mettendo in secondo piano l’impatto strategico della comunicazione.

Sono questi i principali risultati di una indagine, realizzata da 6Dv Insintesi ricerca & comunicazione in collaborazione con Doxa sulle energie rinnovabili, per conto dell’ente di certificazione di mercato Icim, un’indagine realizzata sia su un campione di 500 cittadini che presso le aziende della filiera delle energie rinnovabili quali Asset solare , Brandoni solare, Et Solar Group, Greenvision ambiente photo solar, Melinka, Sharp, Siliken italia, Sistemi fotovoltaici.com.

Nonostante la scarsa conoscenza degli italiani delle energie rinnovabili, dalla ricerca dell’Icim emerge chiaramente una predisposizione molto positiva degli italiani verso le fonti alternative di energia. Quasi l’80% della popolazione ritiene, infatti, che il potenziale impatto delle energie alternative sul risparmio dei costi energetici sia importante, con un 30% che lo ritiene potenzialmente molto importante. Tutte le aziende fornitrici intervistate riscontrano inoltre un andamento positivo del business, che viene strettamente correlato agli incentivi statali. E non solo.

Dalla ricerca emerge anche una notevole attenzione alla certificazione come forma di “garanzia” delle performance degli impianti di energia rinnovabile. Per l’82% degli interpellati avere una certificazione che attesti le prestazioni di efficienza e di sicurezza di un impianto e’ importante, e per la meta’ di questi, e’ molto importante. Questo dato, che evidenzia la necessita’ di ridurre l’incognita nei confronti degli investimenti innovativi, e’ in linea con quanto emerge dalle Statistiche sull’Innovazione pubblicate nel 2008 dall’Istat, ovvero che il principale ostacolo all’innovazione delle aziende utenti e’ la percezione di costo eccessivo. E ancora.

Sia la popolazione, sia le aziende utenti, hanno un forte timore di non ottenere un congruo ritorno per gli investimenti effettuati in soluzioni innovative, per le quali non si ritengono in grado di valutarne oggettivamente le prestazioni. Peraltro, le aziende dell’offerta intervistate manifestano una buona propensione verso la certificazione come attestazione di qualita’ ed affidabilita’.

“La forte sensibilita’ del mercato nei confronti della certificazione degli impianti conferma il nostro corretto orientamento strategico che e’ quello di assicurare l’affidabilita’ delle energie rinnovabili” commenta Gaetano Trizio, amministratore delegato di Icim. “Incrementare la comunicazione sfruttando il valore della certificazione come leva, sara’, per l’offerta, il passo successivo” aggiunge Trizio. Ma come si e’ svolta la ricerca sulle conoscenze delle rinnovabili degli italiani?

“La ricerca -spiega l’Icim- ha preso in esame un campione della popolazione italiana e una rappresentanza delle aziende che operano nel settore delle energie rinnovabili, per capire se l’attuale offerta stia effettivamente rispondendo alle esigenze di un mercato in forte sviluppo”. “L’indagine -prosegue- evidenzia che la domanda e’ in forte crescita e che le aziende dell’offerta oggi sono prevalentemente concentrate su attivita’ tattiche di vendita”.

“Ma la ricerca -sottolinea ancora l’Icim- indica anche, che l’attuale fase emergente offre l’opportunita’ alle aziende piu’ ‘visionarie’ di conquistare una posizione di leadership”. “Ovvero, -conclude- le imprese che riusciranno a comunicare meglio, anche utilizzando degli strumenti in grado di assicurare la riduzione del rischio da parte degli utenti che adottano soluzioni innovative, avranno la possibilita’ di attrarre la parte piu’ consistente del mercato, che al momento non e’ ancora entrata in gioco”.

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