Normativa unificata per le rinnovabili

05-ottobre-2010  Zeroemission.tv

Pubblicate in Gazzetta Ufficiale le linee guida per le RINNOVABILI

Approvate finalmente ai primi di luglio dopo un ritardo di “79 mesi” (cioè dalla data della pubblicazione del D.Lgs 387/03 in cui erano previste all’articolo 12), le Linee guida per l’autorizzazione degli impianti a fonti rinnovabili, si sono fatte desiderare ancora per un paio di mesi facendo di nuovo salire la tensione tra gli operatori del settore. Ma ora l’attesa è davvero finita: sì perché con la pubblicazione nella Gazzetta Ufficiale n. 219 del 18 settembre 2010 mancano ormai solo una manciata di giorni alla definitiva entrata in vigore del provvedimento, che promette procedure autorizzative più snelle e regole certe per favorire gli investimenti e coniugare le esigenze di crescita delle rinnovabili con il rispetto dell’ambiente e del paesaggio. A partire dal 2 Ottobre scorso, le linee guida predisposte dal ministro dello Sviluppo economico di concerto con il ministro dell’Ambiente e con il ministro per i Beni e le attività culturali, “dovranno essere recepite entro 90 giorni senza modifiche dalle Regioni”, sottolinea con soddisfazione Domenico Inglieri, amministratore unico della Dai S.r.l. Che saluta il provvedimento come “un risultato ancora più importante dello stesso conto energia per il 2011 (approvato insieme alle Linee Guida dalla Conferenza Unificata l’8 luglio scorso, ndr)”. Come spiega lo stesso Inglieri, tra i padri della normativa italiana sulle rinnovabili avendo partecipato al processo che a partire dal 2002 ha portato all’approvazione del D.Lgs 387/03, “da oggi gli investitori avranno regole certe da seguire che permetteranno di porre fine alla confusione che ha caratterizzato fino a oggi gli iter autorizzativi”. Con la pubblicazione del provvedimento, dunque, “è scongiurato il rischio che non sussistessero i tempi tecnici per permettere alle Regioni il suo recepimento e di giungere al 2011, cioè all’entrata in vigore del nuovo conto energia, con la stessa situazione autorizzativa caotica che ha caratterizzato questi anni“, spiega Inglieri.

Ora dunque la palla passa alle Regioni che in base ai criteri stabiliti dalle linee guida “dovranno individuare i siti dove non si possono installare gli impianti a fonti rinnovabili” e le misure di compensazione “non monetaria, ma a carattere ambientale o territoriale a favore dei Comuni da utilizzare per interventi di miglioramento ambientale al fine di garantire la mitigazione degli impatti riconducibili al progetto”.

Grande soddisfazione anche di Anev (Associazione nazionale dell’energia del vento): “Finalmente – si legge in una nota dell’associazione – gli operatori del settore avranno una procedura unica a livello nazionale in grado di evitare differenze inaccettabili nei procedimenti autorizzativi tra regioni“.

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