L’Italia a un passo dal -20% CO2 al 2020

10-dicembre-2010    ANSA

Legambiente chiede di alzare il target a -30%, e’ fattibile

Roma guarda a Cancun, e lo fa con l’orgoglio di chi ha i numeri giusti. Per l’Italia infatti sembra a portata di mano il raggiungimento degli obiettivi fissati dall’Unione Europea al 2020 (-20% emissioni CO2), sulla base di uno studio presentato al Senato da AzzeroCo2 in collaborazione con Legambiente e Kyoto Club.

E da ‘prima della classe’ l’Italia si spinge a chiedere di alzare il target a -30%, ”un obiettivo fattibile, e soprattutto decisamente vantaggioso per le imprese e i cittadini” ha detto Edoardo Zanchini di Legambiente. ”Per la prima volta, dopo oltre dieci anni – si legge nel rapporto dell’Istituto di ricerca Ambiente Italia – nel 2009 le emissioni globali di CO2 derivanti dagli usi energetici sono diminuite rispetto all’anno precedente, e in Italia le emissioni totali di gas serra sono diminuite del 4,3% tra il 1990 e il 2009. Questa riduzione e’ dovuta in larga parte alla crisi economica, ma l’introduzione di una serie di misure di stimolo del mercato puo’ produrre una accelerazione dei risultati raggiunti. In particolare, incidendo sui settori dove il Made in Italy e’ competitivo (edilizia, automobili, illuminazione pubblica, caldaie e impianti di raffreddamento) si possono tagliare i consumi energetici di circa 9Mtep e le emissioni di Co2 di 28 Mt entro il 2020, con un saldo dell’operazione in attivo per 16 miliardi di euro” ha sottolineato il ricercatore Rodolfo Pasinetti.

”Il governo dovrebbe guardare con attenzione a questa ricerca – ha detto il responsabile energia di Legambiente Zanchini – perche’ dimostra l’importanza di precise politiche di efficienza energetica, come spingere gli incentivi per i passaggi di elettrodomestici verso la classe A, investimenti che poi si ripagano con ben 16 miliardi di euro di benefici. Il 2020 deve essere uno scenario-sfida per il nostro Paese, che percio’ deve guardare ai vantaggi, in termini di bollette meno care e posti di lavoro, di un passaggio immediato a un obiettivo -30% al 2020, come proposto dall’Unione Europea a Cancun”. ”Per la prima volta sviluppo e ambientalismo vanno d’accordo” ha commentato il vicepresidente Kyoto Club Francesco Ferrante, che ha ricordato come negli ultimi tre anni lo sconto fiscale del 55% per chi fa edilizia ecosostenibile abbia creato 50mila posti di lavoro e cambiato la mentalita’ di molti artigiani. ”L’impegno della politica e’ ora creare una cornice adatta affinche’ analoghi interventi possano essere realizzati a favore dell’ambiente per rilanciare l’economia, che e’ – ha concluso – questione sociale prioritaria”.

Confindustria, ha detto infine Massimo Beccarello dell’universita’ Milano Bicocca – ha chiesto di ”mantenere pari incentivi fino al 2020, e piu’ attenzione alla ricerca”, convinta che con un investimento statale di 1,5 miliardi di euro, il beneficio possa prudentemente attestarsi di 3 miliardi di euro. Quindi, anche per Confindustria ”gli obiettivi Ue di riduzione emissioni sono alla nostra portata, e l’efficienza economica collettiva e’ un buon affare”.

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