Cancun: C’è l’accordo, passa il pacchetto clima

11-dicembre-2010    ANSA

Approvati obiettivi a lungo termine tra cui un fondo verde e stop riscaldamento a 2 gradi

CANCUN (MESSICO) – Approvato il “pacchetto” di Cancun sul clima, ovvero gli obiettivi a lungo termine tra cui un fondo verde e il riconoscimento della scienza per fermare il riscaldamento a 2 gradi. Il via libera da parte della 16/a Conferenza Onu sul clima a Cancun, in Messico, riguarda un pacchetto di ”visione condivisa” che rilancia il negoziato dopo il fallimento di Copenaghen. E’ composto da 32 pagine e sette capitoli con premessa e annessi.

Oltre alla creazione di un fondo verde, ancora non contabilizzato, da gestire attraverso un comitato di 40 membri, 15 dei paesi industrializzati e 25 dei paesi in via di sviluppo, il pacchetto prevede azioni di adattamento, mitigazione (tagli di Co2), finanza (subito 30 miliardi di euro per il periodo 2010-2013 e successivamente la necessita’ di mobilitare 100 miliardi di euro l’anno fino al 2020 in favore dei paesi in via di sviluppo), trasferimento di tecnologie.

I DUE PUNTI PRINCIPALI DELL’ACCORDO – Un fondo “verde”, ancora da quantificare, e l’impegno a contrastare il riscaldamento globale. Sono i due punti principali dell’accordo approvato dai 194 paesi dell’Onu riuniti a Cancun per la 16/a conferenza sul clima. Per quanto riguarda il finanziamento delle misure a tutela del clima, è stata decisa la creazione di un fondo, non ancora contabilizzato, che sarà gestito da un comitato composto da 40 membri, 15 dei Paesi industrializzati, e 25 dei Paesi in via di sviluppo. C’é anche l’impegno a mobilitare 100 miliardi di dollari l’anno fino al 2020, mentre da subito saranno disponibili 30 miliardi di dollari per il periodo 2010-2012. Nel pacchetto si riconosce poi la necessità di contrastare il riscaldamento globale e fermarlo sotto i 2 gradi, e si raccomanda quindi i Paesi firmatari di adottare nuovi obiettivi prima della scadenza del protocollo di Kyoto, nel 2012.

BRACCIO DI FERRO CON BOLIVIA MA ACCORDO SI FA – Braccio di ferro tra la Bolivia e la presidenza della 16/a Conferenza Onu sul clima, a Cancun, in Messico, nelle ore immediatamente precedenti l’ approvazione sia del pacchetto di Cancun contro il riscaldamento globale sia del testo che riguarda il Protocollo di Kyoto. Il capo negoziatore, Pablo Solon, ha parlato di “attentato” per l’approvazione di un testo su cui non ha dato il consenso (i testi in sessione plenaria vengono approvati per acclamazione, ndr). La Bolivia accusa il testo di non contenere misure idonee a tenere il riscaldamento sotto i 2 gradi e di non contenere valore legale. Sollevazione della Bolivia anche sul pacchetto Cancun. Da parte sua la presidente della Conferenza, la messicana Patricia Espinosa, ha ascoltato le ragioni della delegazione boliviana ma ha detto che “la decisione era stata presa” e che la maggioranza va rispettata come il grande sforzo da parte di tutti per arrivare al risultato.


UE: ACCORDO PASSO IMPORTANTE, MA MOLTA STRADA DA FARE
– Un importante passo in avanti, con la consapevolezza che resta ancora molta strada da fare: è questo il commento della Commissione Ue sull’accordo raggiunto alla conferenza di Cancun sul cambio climatico. In una nota diffusa a Bruxelles, il presidente della Commissione Ue José Manuel Durao Barroso si congratula con la presidenza messicana, rilevando che l’accordo “é un importante passo in avanti verso un’intesa globale vincolante”. La commissaria Ue al clima Connie Hedegaard sottolinea che a Cancun é stato fatto “il passo successivo” rispetto a Copenaghen, con una cornice internazionale più forte di nuove istituzioni e nuovi fondi. La Hedegaard si compiace anche del fatto che la Ue “é riuscita a parlare con una voce sola”, ma al tempo stesso rileva che “i difficili negoziati di Cancun mostrano che la strada verso un accordo globale vincolante è ancora lunga e piena di ostacoli”. La Ue, che si è già data obiettivi vincolante per la riduzione delle emissioni di C02 entro il 2020, ribadisce che continuerà a fare la propria parte nella lotta al riscaldamento del pianeta anche sul medio e lungo termine. In particolare, la prossima primavera la Commissione Ue presenterà una strategia per completare la transizione verso un’economia verde, a basso tasso di carbonio, entro il 2050.

 

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