RAINEWS 24 “La magia del signor Rossi” servizio sull’Energy Catalyzer

03 may 2011 13:05

Storia dell’invenzione che promette di cambiare il mondo – Inchiesta di Angelo Saso

Storia dell’invenzione che promette di cambiare il mondo – Inchiesta di Angelo Saso

In Grecia c’è chi è disposto a scommetterci 200 milioni di euro, negli Stati Uniti sarebbe già iniziata la produzione industriale, a novembre potrebbe già essere sul mercato. L’Energy Catalyzer, inventato dall’italiano Andrea Rossi, è ancora un prototipo misterioso ma promette una rivoluzione nel nostro modo di produrre energia. L’E-Cat nessuno sa spiegare come funzioni, ma sembra trasformare pochi grammi di nickel, un po’ d’idrogeno e un “ingrediente segreto” in abbondanti kilowattora. Rossi attende ancora il rilascio di un brevetto, ma test positivi e testimoni esperti sembrano confermare che “Deve trattarsi di un processo di tipo nucleare”. E poi, come dice a Rainews il Presidente del Comitato energia della Reale Accademia di Svezia, Sven Kullander: “Se davvero funziona vale il Nobel”. Una bufala? Un’allucinazione collettiva? Oppure un’innovazione radicale? L’inviato di Rainews Angelo Saso ha raccolto le voci dei protagonisti e degli esperti per svelare i retroscena di questa invenzione “che promette di cambiare il mondo”.

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5 risposte a RAINEWS 24 “La magia del signor Rossi” servizio sull’Energy Catalyzer

  1. Matteo Vitiello ha detto:

    Vi propongo la lettura di questi due articoli:

    http://wp.me/p19KhY-fK
    http://wp.me/p19KhY-bo

    saluti

  2. Tiziano ha detto:

    Ho una perplessità che mi piacerebbe chiariste.
    Produrre 12kW in una stanza di 20mq equivale a farci entrare circa 20-25 persone e quindi far aumentare notevolmente la temperatura. Inoltre, se questa energia è liberata tutta sotto forma di vapore acqueo (600W/litro = 21 litri) questo dovrebbe far aumentare l’umidità relativa in modo pazzesco.
    Dai filmati non ho rilevato grande disagio climatico dei presenti né vedo uscire vapore né vedo tubazioni di aspirazione e convogliamento.
    E’ normale?
    Grazie

    • Luigi Versaggi P. ha detto:

      Il test prevedeva l’immissione dell’acqua tramite una tubazione, parimenti anche l’uscita dell’acqua vaporizzata era convogliata in una tubazione. Nel test condotto alla presenza del giornalista scientifico ed ingegnere Mats Lewan di Ny Teknik, la tubazione era lunga m 3 e terminava in una contenitore. Le modalità sono descritte in dettaglio da Mats Lewan.

  3. Tiziano ha detto:

    Ho un’altra domanda. E’ stato affermato che i moduli possono essere combinati in serie o in parallelo per aumentare la quantità di energia prodotta a temperatura costante oppure a temperatura crescente, sommando i ΔT. Ma ho qualche perplessità che si possa fare e la mia perplessità è banalmente spiegabile: dal primo reattore ottengo vapore secco (100°C) lo mando al secondo e questo, raddoppiandone l’energia termica, lo dovrebbe portare ad una temperatura direi doppia (concedetemi l’approssimazione) al terzo passaggio, tripla ma c’è un picco-grosso problema: alzando la temperatura (e questo già lo vedo un problema per la singola unità, concepita per essere attivata da una resistenza elettrica di 400W e quindi inadatta a raggiungere e sotenere temperature di 300-400-500-600 °C) va elevata (contenendolo fisicamente) anche la pressione del vapore, a livelli credo poco compatibili per una macchina così costruita.
    Quali sono i limiti di scalabilità in serie e di temperatura-pressione?

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