RADIO 24 intervista l’inventore dell’Energy Catalyzer Andrea Rossi II parte

5 – maggio – 2011 Radio 24 Mister Chilowatt

Seconda parte dell’intervista di Maurizio Melis di Mister Chilowatt all’Ingegner Rossi.

Buonasera da Maurizio Melis.
Questa sera proseguiremo con l’intervista ad Andrea Rossi, l’inventore di questa controversa tecnologia, l’Eenrgy-Catalyzer, una sorta di caldaia il cui principio di funzionamento sarebbe riconducibile a delle reazioni nucleari a bassa energia, ovvero la cosiddetta fusione fredda, cosa che è stata confermata almeno da tre fisici di valore che hanno potuto esaminare da vicino l’apparato, sebbene essi stessi per primi non siano in grado di spiegare esattamente il funzionamento del dispositivo. Nell’intervista di ieri abbiamo capito che l’energia così prodotta costerebbe un centesimo per kWh, cioè circa un quinto del costo delle fonti tradizionali, e che saremmo vicini alla commercializzazione dell’apparato.

Proseguiamo quindi a questo punto con l’intervista, dando per cominciare il bentornato a Rossi. Rossi, buonasera.

Buonasera, buonasera a tutti voi.

Senta, Lei ha lavorato da solo o c’è un team alla base di tutto questo lavoro?

C’è un team, c’è un team di specialisti.

Quante persone più o meno?

Beh, che ci abbiano lavorato, direi una ventina di persone.

che sono a conoscenza anche abbastanza dei dettagli della cosa, insomma?

Sì, salvo la parte interna vera e propria del reattore, sulla quale per il momento, almeno fino a quando non verrà concesso il brevetto, perché noi siamo in una fase di Patent Pending. Allora, se avremo la protezione brevettuale potremo anche dischiudere il segreto industriale. Se non viene garantita la protezione brevettuale, dovremo mantenere il segreto.

Ecco, senta a questo proposito c’è chi sostiene che la domanda di brevetto sia un po’ troppo generica, un po’ troppo ampia, cioè che Lei voglia più brevettare la reazione nucleare che non il dispositivo. Lei cosa risponde?

Mah, guardi, la legge sui brevetti è estremamente complessa. Diciamo che i nostri avvocati brevettuali hanno ritenuto di trovare una formula che, nel rispetto delle leggi vigenti in materia brevettuale, ci consenta la massima copertura possibile per quanto riguarda i principi base, mantenendo la possibilità di far rimanere segreto industriale alcuni fondamentali particolari.

A che punto è quindi la procedura di registrazione? Si vede la luce?

La domanda di brevetto è del Giugno o Luglio del 2008. Quindi, adesso a Giugno, Luglio saranno tre anni. Quando si brevetta qualcosa di complesso, posso assicurarle che i tempi di brevettazione, e lo sanno tutti gli esperti del settore, vanno dai tre ai sei anni.

Senta, sono in molti i ricercatori soprattutto a sostenere che se Lei volesse ottenere un avvallo definitivo da parte della comunità scientifica dovrebbe fare un test di lunga durata in campo neutro, cioè fuori dai suoi laboratori. Per esempio dando l’apparecchio, senza permettere di aprirlo, ad un laboratorio universitario. Lei non sente l’esigenza di eliminare questo alone di dubbio, che comunque rimane, comprensibilmente, su questa tecnologia?

Questa operazione verrà sicuramente fatta dall’Università di Bologna e dall’Università di Uppsala in Svezia.

Questo però dopo l’impianto da 1 MW o prima?

Questo dipende da come riesco ad organizzare io il mio tempo. Quindi, sicuramente entro l’anno. Come poi riuscirò a organizzarmi in modo da fare bene tutto, perché qua bisogna fare bene tutto, in quanto se si inciampa la caduta è brutta.

Lei è in trattativa con delle società in qualche modo. Le chiedo anche se ci sono delle società italiane coinvolte.

Guardi, in Italia noi sicuramente manterremo la ricerca, la ricerca e sviluppo in collaborazione con l’Università di Bologna. Per quanto riguarda la produzione e l’installazione, almeno per i primi anni lo sviluppo inizierà in Grecia e negli Stati Uniti d’America.

Ecco, in Grecia, dove verrà costruita tra l’altro questa centrale da 1 MW. Come nasce questo rapporto con la Grecia?

Nasce dal fatto che un ex professore di fisica nucleare dell’Università di Bologna, Christos Stremmenos, ha saputo di questa cosa, se ne è appassionato, è venuto con altri esperti ed hanno fatto dei test. A quel punto lui ha convinto un gruppo industriale finanziario greco a fare questa operazione.

D’accordo. La commercializzazione della tecnologia, Lei quando prevede?

Novembre

Quindi sui brevetti, pensate che per Novembre sarà chiusa la vicenda, immagino?

Mah, vede, no, perché il brevetto rimane Patent Pending, con tutti i diritti di un Patent Pending, ma noi con la commercializzazione partiamo indipendentemente perché non possiamo aspettare, altrimenti rischiamo di non partire mai. Quindi noi partiamo e lei giustamente dice: ma uno allora se lo compra, se lo apre e te lo copia, sì però lo fa a suo rischio e pericolo, perché se poi il brevetto viene concesso, glie lo facciamo sequestrare.

Dunque Rossi, non posso fare a meno di fare una domanda sulla vicenda della Petroldragon, l’azienda da Lei creata alcuni anni fa sulla base di un brevetto che serviva a trasformare i rifiuti in combustibile. Diciamo per semplificare in petrolio, poi Lei se vuole aggiunga tutti i dettagli che ritiene. A un certo punto però Lei è stato accusato di non sapere come smaltire, o di aver smaltito, diciamo, in modo irregolare una notevole quantità di rifiuti. Ci sono stati dei processi, si sono anche conclusi questi processi. Ci sono state molte assoluzioni ma c’è stata anche qualche condanna. Le chiedo se Lei vuole, insomma, dire qualcosa su questa vicenda.

E’ stata un’esperienza tremenda. Ho commesso degli errori, li ho pagati. Comunque siccome la domanda che lei giustamente….è inevitabile che in Italia

Sì, soprattutto in Italia è impossibile non farla.

Allora abbiamo fatto un sito apposta che è http://www.ingandrearossi.com, dove abbiamo messo tutti gli articoli contro, tutte le disamine… voglio dire, in quel lavoro c’era molto di buono, però c’erano anche molti errori. Ho fatto molte fesserie, le ho pagate carissime, molto probabilmente la cosa avrebbe potuto essere gestita in un altro modo, in modo da salvare, insomma: lì è stato un po’ buttato via il bambino assieme all’acqua sporca.

La tecnologia intende?

La tecnologia, i posti e soprattutto i posti di lavoro.

Che fine ha fatto la tecnologia per estrarre combustibili dai rifiuti?

Non lo so, ma, guardi: mi risulta sia stata ripresa in altre parti del mondo e funzioni, però non me ne occupo nel modo più assoluto.

Grazie, grazie Andrea Rossi e grazie di avere accettato questa intervista.

Grazie a voi.

Beh, una considerazione prima di lasciarci. Siamo davanti una vicenda molto intricata, difficile da inquadrare dal punto di vista scientifico e resa indubbiamente più scivolosa dal passato di Rossi. Tuttavia le conferme di alcuni fisici, alcuni dei quali di valore internazionale e del tutto estranei alla vicenda non possono pesare meno delle ombre sul passato di Rossi, ecco: perché io ritengo che fosse giusto parlare di questa vicenda che invece ha trovato pochissimo spazio sui media. Ora non resta che aspettare Ottobre e tenere gli occhi puntati sulla Grecia per vedere come poi realmente andrà a finire.

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