I tumori dell’infanzia nelle vicinanze delle centrali nucleari

09 – giugno – 2011

Il secondo referendum abrogativo sull’energia nucleare da fissione si terrà il 12 e 13 giugno. Qualche considerazione prima del voto:

In Italia ancora si parla di costruire centrali nucleari anche se di fatto il Governo ha abrogato tutte le norme necessarie alla loro fattibilità. Infatti, dalle dichiarazioni del Presiodente del Consiglio si apprende che le norme saranno reintrodotte non appena si spegnerà l’eco del disastro nucleare in Giappone.

Credo che un pò di chiarezza sui rischi che comporta l’esercizio di centrali nucleari come quelle esisitenti od in costruzione lo faccia questo studio pubblicato in Germania sui tumori dell’infanzia nelle vicinanze delle centrali. Lo studio che proponiamo alla lettura dà una percezione dei rischi che è senza dubbio tragicamente negativa. Se non ostante tutto si continuasse a voler costruire le centrali c’è da chiedersi se la politica sia veramente al servizio della cittadinanza oppure va per conto suo, seguendo interessi diversi.

Gli studi epidemiologici piu’ recenti hanno riguardato soprattutto tumori in bambini nei primi anni di vita, per due motivi:

1) L’esposizione alle radiazioni in utero nei primi mesi di gravidanza e’ particolarmente nociva, essendo l’embrione ed il feto in rapido accrescimento molto vulnerabili al danno radioattivo, dunque gli effetti delle radiazioni possono essere rilevati piu’ facilmente se si studiano bambini nei primi anni di vita;

2) Studiando l’effetto delle radiazioni sui bambini nei primi anni di vita, si elimina l’interferenza di tutti gli altri agenti cancerogeni ai quali possono essere esposti gli adulti nel corso degli anni. Peraltro gli adulti, col passare degli anni, vanno incontro ad un significativo aumento dell’incidenza di tumori facilitato dall’invecchiamento, incidenza che invece e’ estremamente bassa nei bambini.

Lo studio piu’ importante degli ultimi anni, pubblicato nel 2008, e’ stato condotto in Germania ed e’ conosciuto con l’acronimo KiKK (Epidemiologische Studie zu Kinderkrebs in der Umgebung von Kernkraftwerken, ovvero Studio Epidemiologico sui Tumori dell’Infanzia nelle Vicinanze di Centrali Nucleari). Contrariamente ai precedenti studi, numericamente molto piu’ limitati, lo studio KiKK ha individuato 1592 casi di tumore (esclusa la leucemia), diagnosticati tra il 1980 e il 2003 in bambini di eta’ inferiore ai 5 anni, i quali sono stati paragonati a 4750 bambini senza tumore (1). E’ stata studiata la relazione tra tumori e distanza dalla centrale, nelle zone circostanti a tutte le centrali nucleari esistenti in Germania. (Figura 1)

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Figura 1: tutte le centrali nucleari esistenti in Germania, incluse nello studio KiKK. (5)

Lo studio ha individuato nelle stesse aree anche 593 bambini con leucemia, diagnosticata nello stesso periodo, e li ha paragonati a 1766 bambini senza leucemia (2).

Questo studio e’ molto importante proprio perche’, con l’enorme numero di casi studiati, e’ in grado di provare la significativita’ statistica dell’aumento di tumori solidi e di leucemie che e’ stato osservato nelle aree studiate. Invece tanti studi precedenti, con un numero molto inferiore di casi, pur avendo rilevato un’aumento di tumori, sono stati inconcludenti perche’ il numero di casi era troppo basso per poter dimostrare che le differenze osservate erano reali (statisticamente significative) e non casuali.

Quali sono i risultati dello studio KiKK?

Nei bambini d’eta’ inferiore a 5 anni che vivono entro i 5 km da una centrale nucleare, paragonati con bambini della stessa eta’ che vivono ad una distanza maggiore, e’ stato dimostrato un aumento del rischio di leucemia che e’ di 2,2 volte, mentre per i tumori solidi l’aumento e’ di 1,6 volte. I risultati sono di una significativita’ statistica tale che e’ estremamente improbabile che essi siano dovuti al caso. Il rischio di leucemia nello stesso studio e’ risultato essere piu’ elevato anche in un raggio di 10 km dalla centrale. Tutto questo senza che ci sia evidenza di incidenti nelle 16 centrali tedesche, e senza che siano stati identificati altri fattori che possano aver contribuito all’aumento del rischio.

Lo studio KiKK, dal momento della sua pubblicazione, ha ricevuto un’attenzione enorme sui media in Germania, stimolando un approfondito e prolungato dibattito tra la popolazione tedesca, ma non ha ancora ricevuto altrove l’attenzione che invece merita. Si comprende dunque l’immediata decisione della Germania di chiudere le centrali piu’ vecchie subito dopo il disastro di Fukushima.

La maggiore incidenza di leucemia vicino alle centrali e’ stata confermata anche da una recente metaanalisi (analisi complessiva dei dati di tutti gli studi giudicati validi che esistono sull’argomento).

Questa metaanalisi ha incluso i dati di 17 studi effettuati in tutto il mondo e riguardanti le aree vicine a ben 136 centrali nucleari in Gran Bretagna, Francia, Stati Uniti, Germania, Giappone e Spagna. Nei bambini fino a 9 anni d’eta’, il numero di morti dovute a leucemia e’ risultato essere dal 5 al 24% piu’ elevato e l’incidenza di leucemia e’ risultata essere dal 14 al 21% piu’ elevata (3).

Durante il normale funzionamento di una centrale nucleare, le emissioni radioattive nell’aria sono quelle che determinano la dose maggiore alla quale vengono esposti gli abitanti delle aree limitrofe. Queste emissioni contengono soprattutto H-3 (trizio) come vapore acqueo radioattivo, C-14 come anidride carbonica radioattiva, e gas nobili radioattivi (Kr, Ar e Xe).

La Figura 2 mostra la relazione tra distanza dalla centrale in Km e la concentrazione di trizio nell’aria (da rilevazioni fatte nelle vicinanze di reattori canadesi).

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Figura 2: la concentrazione di trizio nell’aria aumenta con la vicinanza alla centrale. (5)

E’ anche dimostrato che queste emissioni causano piu’ elevate concentrazioni di radionuclidi (Figura 2) nel terreno, sulla vegetazione e negli alimenti (da agricoltura e bestiame) prodotti entro un certo raggio dalle centrali nucleari (in base a rilevazioni fatte nelle vicinanze di centrali in Canada).

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Figura 2: la concentrazione di trizio nel terreno, sulla vegetazione e negli alimenti aumenta con la vicinanza alla centrale. (5)

La relazione tra concentrazioni di trizio e distanza dalla centrale osservata in questi studi e’ molto simile alla relazione riscontrata nello studio KiKK tra rischio di tumore e distanza dalla centrale.

Sebbene la dose di radioattivita’ stimata con procedimenti molto complessi (da 10-2 a 10-4 mSv all’anno) sia stata considerata nel passato troppo bassa per causare tumori, in alcune fasi del normale funzionamento delle centrali le emissioni radioattive aumentano improvvisamente. Infatti e’ stato provato un aumento periodico dell’emissione di carbonio e idrogeno radioattivi, in forma di anidride carbonica e vapore acqueo, messo in relazione all’apertura dei reattori che avviene ogni anno per sostituire il combustibile nucleare (Figura 3).

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Figura 3: il rilascio di C-14 da una centrale nel sud della Germania (Neckarwestheim 2) misurato ogni 3 mesi. Si notino gli improvvisi aumenti con cadenza annuale. (5)

Dopo la pubblicazione dello studio KiKK, anche negli Stati Uniti, su richiesta della U.S. Regulatory Commission, sta per essere avviato dalla National Academy of Sciences uno studio sul rischio di tumore nelle vicinanze di centrali nucleari (4).

1. Kaatsch P, Spix C, Schulze-Rath R, Schmiedel S, Blettner M: Leukemias in young children living in the vicinity of German nuclear power plants. Int J Cancer 2008, 122:721-726.
2. Spix C, Schmiedel S, Kaatsch P, Schulze-Rath R, Blettner M: Casecontrol study on childhood cancer in the vicinity of nuclear power plants in Germany 1980-2003. Eur J Cancer 2008, 44:275-284.
3. Baker PJ, Hoel D: Meta-analysis of standardized incidence and mortality rates of childhood leukemias in proximity to nuclear facilities. Eur J Cancer Care 2007, 16:355-363.
4. U.S. Nuclear Regulatory Commission: Office of Public Affairs. No. 10-060; April 7, 2010. NRC ASKS National Academy of Sciences to Study Cancer Risk in Populations Living Near Nuclear Power Facilities.
5. Fairlie I. Commentary: childhood cancer near nuclear power stations. Environ Health. 2009 Sep 23;8:43.

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2 risposte a I tumori dell’infanzia nelle vicinanze delle centrali nucleari

  1. Francesco Dazzo ha detto:

    Concordo con l’eliminazione delle centrali nucleari e l’investimento di ogni risorsa economica sulle energie alternative rinnovabili….
    Gente, ci vediamo il 12 giugno al seggio elettorale per dire no al nucleare, votando “SI”, e altri 3 “SI” dobbiamo dire anche sulle altre schede referendarie, naturalmente, e questo nell’interesse generale e al di sopra di qualsiasi tendenza politica. Quì NON c’è Dx o Sx, c’è il partito di coloro che pensano al futuro….

  2. adr ha detto:

    è risaputo che una centrale elettrica che brucia carbone emette nell’aria più radioattività di una analoga centrale nucleare. perchè non si fanno ricerche in quel senso?

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