Intervista all’Ing. Andrea Rossi – Interview avec l’ingénieur Andrea Rossi

Energy catalyzer:

funziona e non è fusione fredda intervista all’Ing. Andrea Rossi

22PASSI. Buongiorno Ing. Rossi, la ringrazio di avere accettato questa intervista. Tutti si domandano come sia riuscito a mettere a punto il suo Energy catalyzer. Qualcuno sospetta persino che lei abbia rubato l’idea, per esempio al Prof. Piantelli dell’Università di Siena, che negli anni ’90 ha collaborato con il Prof. Focardi nella ricerca sulla fusione fredda. Può spiegarci quando, perché, come e dove ha cominciato a lavorare a questo progetto?
ROSSI. Ho cominciato nel 1987. Il mio processo differisce con evidenza dai tentativi precedenti, come dimostrano i fatti: nessuno è riuscito a produrre una macchina funzionante. Contano i fatti, non le parole.
22PASSI. 1987 significa due anni prima del contestatissimo esperimento di Fleischmann e Pons; in questi giorni lei ha dichiarato che è improprio definire “fusione fredda” la reazione che avviene nel suo catalizzatore e che è più corretto, al momento, definirla genericamente una reazione nucleare debole, cioè a bassa energia o LENR. Ci sta dicendo che lei ha battuto una pista diversa e parallela a quella della ricerca sulla fusione fredda?
ROSSI. Esatto. Infatti la mia non è fusione fredda, ma si tratta di reazioni nucleari a energia debole. Fleischmann e Pons hanno fatto una elettrolisi dell’acqua pesante con catodo in palladio e anodo in platino. Io non faccio elettrolisi, non uso né platino né palladio, e uso temperature che arrivano a fondere il Nickel.
22PASSI. L’idea che lei abbia costruito qualcosa che funziona, pur senza un modello teorico scientifico che spieghi perché funziona, spaventa alcuni rispetto alla sicurezza di tale apparecchiatura. Cosa ci può dire al riguardo? Immagino lei abbia un’idea di cosa succeda nel catalizzatore, anche se non è in grado di provarlo, giusto?
ROSSI. Sì, ho una mia precisissima idea, e ritengo di avere capito perfettamente il meccanismo, ma per spiegarlo è necessario che venga approvato il brevetto. Per ora dimostriamo che i reattori funzionano, e che non emettono radiazioni, oltre a potersi adoperare senza rischi. Il resto a tempo debito.
22PASSI. A proposito del brevetto, si legge su internet che la richiesta sia stata presentata a nome di sua moglie. Perché?
ROSSI. Mi scuso, ma non vedo cosa c’entri questo con la ricerca scientifica.
22PASSI. Può chiarire i ruoli distinti che lei e il Prof. Focardi avete avuto rispetto alla realizzazione dell’apparato?
ROSSI. Io ho inventato il metodo e l’apparato. Il Prof. Focardi ha avuto un ruolo fondamentale come consulente, in base ad un contratto ben definito. Mi ha dato un contributo importante in fase di sperimentazione, sia per quanto riguarda il metodo di ricerca, sia per i sistemi di sicurezza, grazie alla sua notevole esperienza, anche relativa alle reazioni Nickel-Idrogeno.

22PASSI. Quale è il ruolo dell’Università di Bologna rispetto all’apparato che sta brevettando?
ROSSI. Con l’Università di Bologna abbiamo fatto un contratto di ricerca che verrà esteso, per studiare le radiazioni e per ricerca e sviluppo concernente alcuni particolari.
22PASSI. Chiaramente una volta che il catalizzatore sarà in commercio, il segreto industriale verrà meno. Soltanto a quel punto permetterà a un laboratorio indipendente di vedere come è fatta dentro la sua macchina, oppure succederà prima?
ROSSI. Noi dobbiamo costruire impianti che mantengano le garanzie date in sede contrattuale. I clienti dovranno rispettare le istruzioni anche ai fini della sicurezza. Premesso questo, i clienti con i loro impianti saranno liberi di fare tutte le prove che vorranno, fermi restando gli impegni contrattuali. È evidente, comunque, che per consentirci di rinunciare al segreto industriale occorre che il brevetto, attualmente pending, venga concesso. Se il brevetto non verrà concesso, per ovvi motivi manterremo il segreto industriale.
22PASSI. Molti mettono in dubbio la sua stessa credibilità, per via dello scandalo Omar-Petroldragon che scoppiò negli anni ’90. Nel suo sito lei fornisce una ricostruzione della vicenda che la scagiona totalmente, ribadendo che gli esiti giudiziali della vicenda hanno confermato la sua estraneità alle gravissime accuse di inquinamento ambientale e frode che le erano state imputate. Perché allora non ha fatto causa allo Stato Italiano per ottenere un risarcimento, considerato l’immane danno economico (e di immagine) che subì?
ROSSI. La risposta alla sua domanda è riportata esaustivamente nel sito http://ingandrearossi.com/. Non voglio rispondere qui in breve: chi è interessato alla questione si legga attentamente quanto ho esposto nel mio sito.
Ndr. nel suo sito Rossi spiega per esempio come la tecnologia, allora unica al mondo, che aveva brevettato in tema di trasformazione dei rifiuti (poi da lui stesso portata negli USA) “riusciva a rendere appetibile alle industrie italiane l’affidare al [suo] gruppo gli scarti di produzione delle proprie attività, togliendoli così dalla disponibilità di coloro che avrebbero al [suo] posto voluto impossessarsene al fine di attuare un diverso sistema di “trattamento” dei rifiuti speciali… Se qualcuno fosse interessato a capire chi abbia potuto beneficiare di questo forzato cambiamento degli attori sulla scena, si consiglia di informarsi su chi ha acquisito il monopolio del trattamento dei rifiuti industriali in quegli anni in seguito all’abbattimento del gruppo industriale capitanato da Andrea Rossi... Chi ha successivamente giovato della chiusura degli stabilimenti Omar-Petroldragon, acquisendo il monopolio di tutta l’attività di smaltimento dei rifiuti industriali, dovrebbe essere enormemente grato a chi, con tanta abile e pronta capacità di diffondere tesi e teorie non dimostrate e non dimostrabili, ha contribuito al raggiungimento di tale risultato.”
22PASSI. Tra chi crede che l’Energy catalyzer funzioni, circola però il dubbio che possa finire insabbiato. Si teme che chi controlla l’attuale mercato dell’energia (combustibili fossili e uranio) sarebbe disposto a pagarle cifre astronomiche pur di tenere la sua invenzione chiusa a chiave in un cassetto.
ROSSI. Devono passare sul mio cadavere. Questa tecnologia è il senso della mia vita professionale, la giustificazione esistenziale della mia persona.
22PASSI. Un motivo di più per augurarci tutti che lei viva fino a cent’anni e oltre. Senza scivolare nel “complottismo”, pensa che la sua scoperta la mette in pericolo? Che qualcuno potrebbe progettare di farla fuori come, ormai è pressoché certo, accadde quasi cinquant’anni fa a Enrico Mattei?
ROSSI. Penso che cercheranno di farmi fuori più sottilmente, come hanno fatto anni fa con la vicenda Omar- Petroldragon. Ma oggi c’è internet, i giornali non hanno più, come avevano allora, il potere di annientare una persona.
22PASSI. Se il suo prodotto si affermerà, è chiaro che il mercato dell’energia cambierà radicalmente. Che tipo di convivenza e sinergia potrà esserci tra l’energia prodotta dai suoi catalizzatori e quella derivante dalle fonti verdi e pulite quali il solare e l’eolico?

ROSSI. Ci integreremo ed ognuno farà la sua parte.

22PASSI. Ha annunciato che presenterà presto un nuovo prototipo da 1 MW (mettendo in serie o in parallelo – non ho capito bene – unità simili a quella presentata a Bologna). Può spiegarci meglio questo prossimo step e quando prevede che ci sarà la presentazione pubblica.

ROSSI. Esattamente come ha detto lei: i moduli come quello verificato a Bologna vengono collegati in serie per aumentare la temperatura ed in parallelo per aumentare l’energia a temperatura costante. Spero che per settembre-ottobre 2011 lo inaugureremo.
22PASSI. Sul Journal of Nuclear Physics ha annunciato che è stata costituita ad Atene una società, la Defkalion Energy, che si occuperà della produzione dei catalizzatori. Può fornirci qualche altro dettaglio al riguardo?

ROSSI. È una NewCo europea, connessa con i maggiori operatori. Tra non molto farà una conferenza stampa per annunciarsi.

22PASSI. Un’ultima cosa. La dipendenza da combustibili fossili, e da risorse comunque non rinnovabili, ci ha quasi abituato all’idea che il costo dell’energia possa solo salire, ma il Nickel e l’Idrogeno utilizzati nel suo apparecchio sono elementi poco costosi e inesauribili. Significa che grazie a tecnologie come la sua il prezzo dell’energia da crescente diverrà decrescente?

ROSSI. Sinceramente, è questo il motivo per cui ritengo che valga la pena di lavorare.
22PASSI. A nome di tutti i visitatori del blog Ventidue passi d’amore e dintorni, grazie ancora per la disponibilità accordata.

ROSSI. Grazie a tutti voi.

Daniele Passerini – Blog 22 Passi d’amore e dintorni  (creative commons license – contenuti utilizzabili citando e/o linkando la fonte)

Interview avec l’ingénieur Andrea Rossi

en exclusive pour Ventidue passi d’amore e dintorni
Traduction: Anna Paola Maestrini
(creative commons license – contenu utilisable en citant et/ou en linkant la source)

Le catalysateur d’énergie fonctionne et ce n’est pas de la fusion froide

22PASSI: Bonjour, ingénieur Rossi, je vous remercie d’avoir accepté cette interview. Tout le monde se demande comment vous ayez pu mettre à point votre Energy Catalyzer. Certains soupçonnent que vous vous soyez emparé de l’idée d’autres chercheurs, comme par exemple le Prof. Piantelli de l’Université de Sienne, qui, dans le passé, a collaboré avec le Prof. Focardi dans la recherche sur la fusion froide. Pouvez-vous nous expliquer quand, pourquoi, comment et où vous avez commencé à travailler à ce projet ?
ROSSI: J’ai commencé en 1987. Mon procédé diffère de façon évidente des tentatives précédentes, comme les faits le démontrent : personne n’est encore arrivé à produire une machine qui fonctionne vraiment. Ce sont les faits qui comptent, pas les discours.
22PASSI: La date 1987 correspond à deux ans avant l’expérience, très contestée, de Fleishmann et Pons ! Récemment, vous avec déclaré que le terme de « fusion froide » est impropre pour définir la réaction qui a lieu dans votre catalysateur, et qu’il serait plus correct, du moins en ce moment, de la dénommer, de façon plus générale, une réaction nucléaire faible (c’est-à-dire à basse énergie). Par cela vous voulez dire que vous avez suivi un chemin différent et parallèle à celui de la recherche sur la fusion froide ?
ROSSI: Oui, c’est exact. En effet, dans mon cas, il ne s’agit pas de fusion froide, mais bien de réactions nucléaires à énergie faible. Fleischmann et Pons ont effectué une électrolyse de l’eau lourde avec une cathode en palladium et une anode en platine. Je n’effectue aucune électrolyse, je n’utilise pas de palladium, ni de platine, et j’utilise des températures qui arrivent à fondre le Nickel.
22PASSI: Le fait que vous ayez construit quelque chose qui fonctionne, mais sans un modèle théorique scientifique qui explique pourquoi ça fonctionne, pousse plusieurs personnes à avoir des craintes quant à la sûreté de votre appareil. Que pouvez-vous nous dire à ce sujet ? J’imagine que vous ayez sans doute une idée de ce qui se passe dans le catalysateur, même si vous n’êtes pas en mesure de le prouver, n’est-ce-pas ?
ROSSI: Oui, j’en ai une idée très précise, je pense avoir parfaitement compris le mécanisme, mais pour l’expliquer il est nécessaire que le brevet soit approuvé. Pour le moment, nous sommes à même de démontrer que les réacteurs fonctionnent, qu’ils n’émettent pas de radiations et, en outre, qu’ils peuvent être utilisés sans aucun risque. Le reste viendra en son temps.
22PASSI: A propos du brevet, il paraît (dans Internet) que vous l’avez déposé sous le nom de votre femme. Pourquoi ?
ROSSI: Excusez-moi, mais je crois que ceci n’a rien à voir avec la recherche scientifique.
22PASSI: Pouvez-vous nous éclairer sur les rôles différents que vous et le Prof. Focardi avez joué dans la réalisation de l’appareil ?
ROSSI: J’ai inventé la méthode et l’appareil. Le Prof. Focardi a joué un rôle fondamental comme conseiller, sur la base d’un contrat bien défini. Sa contribution a été essentielle dans la phase d’expérimentation, en ce qui concerne la méthode de recherche, et aussi pour les systèmes de sûreté, grâce à son expérience remarquable, qui s’étend aussi aux réactions nickel-hydrogène.
22PASSI: Quel est le rôle de l’Université de Bologne par rapport à l’appareil que vous allez breveter sous peu ?
ROSSI: Avec l’Université de Bologne nous avons signé un contrat de recherche dont les finalités sont d’étudier les radiations et le développement de certains détails.
22PASSI: Une fois que le catalysateur sera en commerce, il est clair que le secret industriel sera dévoilé. C’est seulement alors que vous permettrez à un laboratoire indépendant de voir l’intérieur de votre appareil, ou bien avant?
ROSSI: Nous devons construire des installations qui maintiennent les garanties données lors du contrat. Les clients devront respecter les instructions, aussi pour des raisons de sécurité. Cela dit, les clients seront tout à fait libres, dans leurs installations, d’effectuer toutes les épreuves qu’ils voudront, dans le respect des engagements contractuels. De toute façon, il est évident que pour que nous puissions renoncer au secret industriel il faut que le brevet, actuellement en suspens, soit octroyé. Si le brevet ne sera pas accordé, cela va sans dire, nous maintiendrons le secret industriel.
22PASSI: Beaucoup expriment des doutes sur votre crédibilité, à cause du scandale Omar-Petroldragon, qui éclata dans les années ’90. Dans votre site, vous exposez une reconstruction de cet évènement qui vous disculpe complètement, en affirmant que l’issue judiciaire a confirmé votre extranéité aux graves accusations de pollution de l’environnement et de fraude, dont vous aviez été inculpé. Pourquoi n’avez-vous donc pas intenté une action en justice contre l’Etat italien pour obtenir un dédommagement, après cet énorme dommage économique (et d’image) que vous avez subi ?
ROSSI: La réponse à cette question est publiée de façon exhaustive dans le site http://ingandrearossi.com/. Je ne désire pas en parler trop brièvement pendant cette interview, mais quiconque s’intéresse à ce sujet peut lire ce qui se trouve dans mon site.
Ndr: dans son site, Rossi explique, par exemple, que la technologie, alors unique au monde, qu’il avait brevetée dans le cadre de la transformation des déchets, (que, par la suite, il a lui-même exportée aux Etats-Unis) « pouvait donner de bonnes raisons aux industries italiennes de confier à [son] groupe les déchets de production de leurs activités, au lieu de se soumettre aux conditions de ceux qui voulaient prendre possession de ces déchets spéciaux pour leur donner un  traitement « tout autre »… Si vous voulez comprendre qui a pu bénéficier de cette substitution forcée des acteurs sur la scène, je vous conseille de vous informer sur qui a acquis le monopole du traitement des déchets industriels pendant ces années-là, juste après l’élimination du groupe industriel commandé par Andrea Rossi… Ceux qui ont tiré parti de la fermeture des établissements Omar-Petroldragon, en acquérant le monopole de toute l’activité de traitement des déchets industriels, devraient éprouver une immense gratitude envers ceux qui, avec une prompte habilité dans la diffusion de thèses et théories non démontrées et non démontrables, ont contribué à l’accomplissement de ce résultat. »
22PASSI: Parmi ceux qui croient que l’Energy Catalyser fonctionne, quelques-uns craignent que cette invention puisse être enterrée. On craint que ceux qui contrôlent le marché de l’énergie (combustibles fossiles et uranium) soient prêts à vous payer des sommes astronomiques afin de renfermer votre invention à double tour dans un tiroir.
ROSSI: Ils devront d’abord passer par mon cadavre. Cette technologie est le sens de ma vie professionnelle, la justification existentielle de ma personne.
22PASSI: C’est pour nous une raison de plus pour vous souhaiter de vivre jusqu’à cent ans, et plus ! Sans vouloir tomber dans la « théorie du complot », pensez-vous, toutefois, que cette découverte puisse mettre en danger votre vie ? Que quelqu’un pourrait envisager de vous supprimer, comme cela arriva – aujourd’hui nous en sommes presque certains –, il y a presque cinquante ans, à Enrico Mattei ?
ROSSI: Je pense plutôt qu’ils essayeront de m’éliminer de façon plus subtile, comme ils ont fait il y a huit ans avec l’affaire Omar-Petroldragon. Mais aujourd’hui Internet est là, et la presse n’a plus le même pouvoir de détruire quelqu’un comme avant.
22PASSI: Si votre produit va s’affirmer, il est clair que le marché de l’énergie sera totalement bouleversé. Il y a-t-il une possibilité de synergie entre l’énergie produite par vos catalysateurs et celle créée par les sources d’énergie propre, comme les énergies solaire et éolienne ?
ROSSI: Nous allons nous intégrer, et chacun fera sa part.
22PASSI: Vous avez annoncé que vous allez bientôt présenter un nouveau prototype de 1MW (en mettant en série, ou en parallèle – je n’ai pas bien compris – des unités semblables à celles qui ont été présentées à Bologne). Pouvez-vous nous expliquer comment cela va se passer ? A quand la première présentation publique ?
ROSSI: Cela se passera exactement comme vous avez dit : les modules, semblables à celui qui a été vérifié à Bologne, sont reliés en série, afin d’augmenter la température, et en parallèle, pour augmenter l’énergie à température constante. J’espère que nous pourrons l’inaugurer en septembre-octobre 2011.
22PASSI: Vous avez aussi annoncé qu’une société, la Defkalion Energy, a été constituée à Athènes, et qu’elle s’occupera de la production des catalysateurs. Pouvez-vous nous donner quelques détails à ce sujet ?
ROSSI: Il s’agit d’une NewCo européenne, reliée aux opérateurs plus importants. Cette société va organiser une conférence de presse sous peu, pour annoncer son existence au public.
22PASSI: Une dernière question : la dépendance à l’égard des combustibles fossiles, et d’autres sources d’énergie non renouvelable, nous a presque habitués à l’idée que le coût de l’énergie ne puisse qu’augmenter ; mais le nickel et l’hydrogène utilisés par votre appareil sont à bon marché et inépuisables. Cela signifie-t-il que, grâce à des technologies comme la vôtre, le coût de l’énergie va décroître de plus en plus ?
ROSSI: Sincèrement, c’est justement la raison pour laquelle je crois que cela vaut la peine de travailler.
22PASSI: Au nom de tous les visiteurs du blog Ventidue passi d’amore e dintorni, merci encore pour votre disponibilité.
ROSSI: Merci à vous tous.
Daniele Passerini Dal Blog 22 Passi dàamore e dintorni